(Adnkronos) –
E' il giorno dei dazi di Donald Trump. Il presidente Usa dal Rose Garden della Casa Bianca annuncerà le "tariffe reciproche" che da mesi minaccia contro tutti i Paesi, anche quelli che non hanno evidenti squilibri commerciali con gli Stati Uniti. Ma c'è ancora incertezza su come Trump, che oggi alle 22 italiane prenderà la parola nel Liberation Day, modulerà i dazi, che – come ha spiegato la Casa Bianca – saranno subito esecutivi. Ancora ieri i suoi consiglieri avevano presentato al presidente alcune opzioni. Tra i piani presi in considerazione, riferisce la Cnn, c'erano la 'personalizzazione' delle aliquote tariffarie per ciascun partner commerciale degli Stati Uniti, l'imposizione di tariffe ad alcuni Paesi ma non ad altri o l'imposizione di un'aliquota generale fino al 20% su tutte le importazioni. Secondo un funzionario della Casa Bianca, Trump dovrebbe prendere una decisione solo nelle ore precedenti l'evento 'Make America Wealthy Again' al Rose Garden. L'annuncio di Trump, che ha ribattezzato la giornata il 'Liberation day' degli Usa, "aprirà un nuovo vaso di Pandora", sottolinea la Cnn, con i Paesi che si preparano a rispondere alle misure americane con un rischio concreto che si scateni una guerra commerciale. Il Regno Unito si sta preparando "al peggio", come ha spiegato il ministro degli Esteri britannico David Lammy, mentre Downing Street ha chiarito che "adotterà un approccio calmo e pragmatico" e continuerà i colloqui con gli Stati Uniti "finché ci sarà la possibilità di raggiungere un accordo". "Non vogliamo necessariamente effettuare rappresaglie, ma abbiamo un piano forte per rispondere se necessario", ha invece chiarito la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, secondo cui la risposta europea a Trump sarà calibrata. "Il nostro obiettivo è una soluzione negoziata", ha scandito von der Leyen, sottolineando l'intenzione di proteggere gli interessi Ue.
Cina, Corea del Sud e Giappone hanno deciso di rafforzare il libero scambio in risposta alla serie di nuovi dazi imposti dal presidente degli Stati Uniti. L'intesa è stata raggiunta a fine marzo durante un incontro tra i principali rappresentanti del commercio dei tre Paesi, il primo a questo livello in cinque anni. L'India ha già ridotto le tariffe su alcuni beni, mentre continua i negoziati per un accordo commerciale con Usa. Per la linea dura è il nuovo primo ministro canadese, Mark Carney, il quale ha affermato che il suo Paese avrà una risposta "intelligente", minacciando già da oggi dazi di ritorsione sulle merci americane. L'era degli stretti legami economici, militari e di sicurezza tra Canada e Stati Uniti "è finita", ha scandito Carney, che ieri ha avuto una "chiamata produttiva" con la presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, durante la quale è stato concordato di aumentare il commercio tra i due Paesi. Israele, infine, ha annunciato di aver eliminato tutti i dazi sulle merci statunitensi. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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